Imane: “Un siriano mi chiese di mettermi d’accordo con Berlusconi”

0
467

Imane Fadil aveva raccontato a verbale tra le altre cose di uno straniero che le propose “di andare a un incontro nella villa dell’ex premier per avere dei soldi“. La modella aveva ipotizzato che appartenesse a un servizio segreto straniero.

Imane era “molto sospettosa”. Temeva di essere “controllata” e continuava a ripetere che aveva ancora “molte cose da dire” sul caso con al centro le serate ad Arcore. I risultati degli esami tossicologici provano che la ragazza sia stata uccisa da un mix di sostanze radioattive. Ed è quasi inevitabile pensare come in passato in casi di omicidio per avvelenamento – da Litvinenko a Skripal – siano stati tirati in ballo agenti sei servizi stranieri: in entrambi quelli russi. Una delle sostanze usate sarebbe il cobalto. Imane, che avrebbe voluto lavorare come giornalista sportiva e ad Arcore si era trovata a disagio, aveva raccontato a verbale tra le altre cose di un cittadino siriano, “che diceva di essere amico di Berlusconi e mi propose di andare a un incontro nella villa dell’ex premier per avere dei soldi”. Lei però rifiutò.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here