“Le coop seguono una loro filosofia”: la difesa di Tiziano

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“Non abbiamo commesso reati. Ciò che abbiamo fatto rientra nella filosofia delle società che lavorano nel settore della distribuzione. Ossia quella di doversi affidare a soggetti terzi che a questo punto diventano gli arbitri della tua reputazione”. Ed è questa la “filosofia” che ha seguito la Eventi 6, società riconducibile ai genitori dell’ex premier. In sostanza è questo il concetto ripetuto da Tiziano Renzi durante l’interrogatorio di garanzia di ieri per difendersi dalle accuse di bancarotta e false fatturazioni e magari riuscire a ottenere la revoca dei domiciliari, come ha chiesto insieme alla moglie Laura Bovoli tramite il loro avvocato Federico Bagattini. Già domani il pm titolare dell’indagine, Luca Turco, potrà dare il proprio parere. Ed entro la settimana la parola passerà al gip.

Così ieri per poco meno di tre ore a testa, Tiziano e sua moglie si sono difesi dalle accuse, consegnando una memoria (di circa 15 pagine) e molti documenti. Entrambi hanno provato a smontare la tesi della procura secondo la quale i due coniugi sono stati amministratori di fatto di tre cooperative, la Delivery, la Europe Service e la Marmodiv (le prime due fallite, per la terza c’è una richiesta di fallimento dei pm di settembre 2018) e che secondo l’accusa sono state “costituite per consentire alla ‘Chil Post/Eventi6’ di avere a disposizione lavoratori dipendenti senza dover sopportare i costi relativi all’adempimento di oneri previdenziali ed erariali, tutti spostati in capo alle cooperative stesse”. “Vi sbagliate” hanno ribadito più volte i coniugi Renzi.

Quello che facevano era solo – ha spiegato in sostanza il padre dell’ex premier – “controllare e verificare le cooperative con cui lavoravamo, perché la nostra reputazione alla fine dipendeva da loro. Da qui nasce quell’interesse”. Interesse che secondo le accuse sta anche in una serie di mail, come quella del 30 settembre 2009, in cui – scrive il gip – emerge che Laura Bovoli si sia “occupata dei contratti e dei compensi del personale dipendente della Delivery Service”.

Tiziano Renzi ieri ha spiegato che la loro attività si nutre di contratti a tempo determinato, è un mercato volatile: “Noi avevamo la necessità – ha detto – che la Eventi6 verificasse la cifra imprenditoriale dei soggetti ai quali affidava lo svolgimento degli incarichi”. Non si può parlare quindi di “ingerenza, ma solo di una forma di presenza”.

Tiziano Renzi

Per respingere le accuse, i coniugi hanno depositato documenti per dimostrare che ad oggi la loro unica attività è quella di pensionati. A cominciare quindi dalle dimissioni di Laura Bovoli dalla Eventi 6 avvenute il 20 febbraio scorso, a due giorni dalla misura cautelare. O la cancellazione come agente di commercio di Tiziano che risale al 31 dicembre scorso. Depositate anche due mail nelle quali si chiede alla Esselunga (il cui contratto con Marmodiv ora è scaduto) di consegnare meno volantini, perché erano sovrabbondanti e non servivano. Questo per rispondere al gip che in una parte dell’ordinanza di custodia cautelare scrive: “Con esclusivo riferimento alla distribuzione di volantini Esselunga vi è un periodo temporale in cui la documentazione (…) ha consentito alla Polizia Giudiziaria di rilevare significative discrasie tra volantini distribuiti e prestazioni fatturate”.

Ieri non ha invece risposto alle domande del gip l’imprenditore Mariano Massone: tramite il suo difensore Luca Gastini ha depositato una memoria e chiesto la modifica dei domiciliari, togliendo il divieto di comunicazione con l’esterno e ha presentato ricorso al riesame di Firenze per la revoca della misura.

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