Successo decreto dignità: Lavoro +101% di stabilizzazioni

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Luigi Di Maio
Luigi Di Maio

L’Osservatorio sul precariato evidenza un’accelerazione dopo l’entrata in vigore del Decreto dignità anche per proroghe e rinnovi. In più tra luglio e agosto 2018 si è conclusa la fase di crescita di lavori in somministrazione. In aumento le cessazioni di tutte le tipologie di rapporti a termine, soprattutto i contratti intermittenti e in apprendistato. M5s: “Abbiamo dato una sterzata, risposta alle fake news che profetizzavano l’Apocalisse”.

I dati Inps sui contratti di lavoro attivati e su quelli conclusi nel 2018 confermano i primi effetti del decreto Dignità nel modificare la struttura del mercato in favore dei rapporti stabili. Effetti che si erano già visti nelle statistiche di novembre, mese in cui il provvedimento che rende obbligatoria la causale per i contratti superiori a 12 mesi è entrato in vigore anche per rinnovi e proroghe. Se infatti nei 12 mesi le trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato nel complesso risultano quasi raddoppiate, da 299.000 a 527.000, con un aumento del 76,2%, nell’ultimo bimestre dell’anno c’è stata “un’ulteriore accelerazione“: le trasformazioni sono state 124.300 contro le 61.700 di novembre e dicembre 2017. Un aumento del 101 per cento.

L’istituto, nell’Osservatorio sul precariato pubblicato giovedì, nota inoltre che “per le assunzioni in somministrazione e a tempo determinato la fase di crescita si è conclusa tra luglio e agosto 2018“, quando il decreto è diventato legge, “per i contratti a tempo determinato si registra una dinamica negativa nell’ultimo bimestre e per i contratti di somministrazione il calo è netto e rilevante (attorno al 20%) a partire da agosto”. “L’entrata in vigore del Decreto Dignità ha dato una sterzata al mondo del lavoro in Italia”, commentano in una nota i portavoce del MoVimento 5 Stelle

Infine si segnala che nel 2018, su un totale di 2.123.000 nuovi rapporti a tempo indeterminato (incluso l‘apprendistato), i rapporti agevolati sono 644mila, di cui 123mila dovuti all’esonero strutturale per i giovani under 35 previsto dalla legge di stabilità 2018.

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