Babbo Renzi se la prende coi giudici ma un’altra indagine lo attende

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La Procura sta portando avanti un altro filone d’indagine, «una storia ancora tutta da scrivere». Le investigazioni  riguardano la Marmodiv, la cooperativa di cui i Renzi sarebbero stati, almeno sino al marzo scorso, gli amministratori di  fatto e che sarebbe stata usata per emettere centinaia di migliaia di  euro di fatture false al fine «di consentire alla srl Eventi 6  l’evasione delle imposte sui redditi e sul valore aggiunto».

Per cinque di questi documenti contabili dell’importo nominale di 250.000 euro sono  indagati i due genitori, il neo presidente Aldo Periale e il nipote di Laura Bovoli, Paolo Terreni,  impiegato nella ditta.

Ma le accuse non sono solo queste. Nelle scorse  settimane la Procura ha contestato preventivamente, dopo la  presentazione di un’istanza di fallimento, a diversi soggetti (non è  chiaro se due o tre) il reato di bancarotta fraudolenta per un presunto  stato di insolvenza della Marmodiv. Un’accusa che, dopo la presentazione  di un acquirente, è stata cambiata in bancarotta per distrazione. Nell’ambito di questo filone lo scorso 10 dicembre sono stati perquisiti in due: il presidente della Marmodiv Periale, un pensionato piemontese che gli inquirenti considerano un mero prestanome, e il nuovo responsabile commerciale della coop, Daniele Goglio, l’uomo che intercettato al telefono si vantava di tenere in pugno Tiziano Renzi.

A casa di Goglio i finanzieri hanno spaccato persino un salvadanaio.  Ma che cosa  cercavano? Tracce dei 270.000 euro che lo stesso manager avrebbe  ricevuto attraverso società a lui riconducibili dalle casse della  Marmodiv nei mesi scorsi. Goglio ha tenuto quei soldi  per sé? Oppure li ha girati a qualcun altro?  O li ha usati per pagare  dei debiti della coop?  Ai pm questa opzione non risulta e per questo stanno cercando di capire dove sia finito il denaro. Un presunto buco  che il nuovo acquirente, il genovese Massimiliano Di Palma, vecchia conoscenza di Renzi senior e di Massone,  non ha inserito nell’elenco dei «buffi» che intende ripianare.

La  prossima udienza del processo è prevista per il  20 marzo.  Nell’occasione un perito dovrà dire al giudice Silvia Governatori se  ci sia stata o meno distrazione. E se l’azienda vada dichiarata fallita. Un’eventualità che innescherebbe una nuova probabile valanga.

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