Arresto Renzi: Società fittizie intestate a extracomunitari

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Matteo Renzi con Tiziano Renzi e Laura Bovoli
Matteo Renzi con Tiziano Renzi e Laura Bovoli

Quando i finanzieri hanno cercato le sedi delle società a Cesano Maderno hanno trovato una casa, a Carapelle “un mero recapito“. Dei titolari, spesso stranieri, uno non sapeva nemmeno di esserlo: si è poi scoperto che non era lui a mentire, ma la ditta a essere un fake.

Altri risultavano sconosciuti all’anagrafe del Comune in cui, in teoria, svolgevano la propria attività imprenditoriale. Per non parlare di chi, come Amir Sajiad, un imprenditore lo è a tutti gli effetti e promette di “denunciare” chi avrebbe effettuato la fattura a suo nome.  

È la galassia di imprenditori ignari e ditte fantasma che la guardia di Finanza ha incontrato indagando sul “sistematico utilizzo” di fatture emesse per operazioni inesistenti a favore della cooperativa Marmodiv, di cui, secondo i magistrati di Firenze, Tiziano Renzi e Laura Bovoli sono amministratori di fatto. Un elenco contenuto nell’ordinanza del gip Angela Fantechi che ha concesso l’arresto ai domiciliari per i genitori dell’ex premier, accusati di bancarotta fraudolenta e, appunto, false fatture.

È il “modus operandi” dei coniugi Renzi, si legge nell’ordinanza, per avere “manodopera” senza che la società capofila sia “gravata di oneri previdenziali ed erariali”.

Casi emblematici sono quelli di Muhammed Ilyas e Amir Sajiad. Il primo, stando a una fattura del giugno 2016 da 12.200 euro nei confronti della Marmodiv, risulta essere il titolare della ditta ‘Distribuzione Italia‘. Quando è stato raggiunto dalla guardia di Finanza di Brescia, Muhammed ha però negato di essere a conoscenza di tale società e anche di risiedere a Castano Primo, dove invece ha sede la ditta. Le successive verifiche hanno effettivamente comprovato l’inesistenza della ditta ‘Distribuzione Italia’. Amir Sajiad è invece il titolare dell’omonima ditta individuale, ma nega di aver mai effettuato una fattura da 15.398 euro a favore di Marmodiv.

“Valuterò l’opportunità di denunciare chi ha in modo improprio utilizzato il mio nome e quello della mia impresa per attestare prestazioni che non ho mai effettuato. Non ho altro da aggiungere”

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