Ecco come la signora “Lalla” (Laura Bovoli) fregava i dipendenti

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Emblematico per capire il disegno criminale dei coniugi Renzi è quanto racconta Corcione ai finanzieri: “Rendicontavo i pagamenti e l’attività settimanale alla Delivery Service. Preciso che l’interlocutrice della casella di posta elettronica della Delivery Service Italia alla quale inviavo tale rendiconto era tale ‘Lalla‘”. “Lalla”, ovvero Laura Bovoli, la moglie di Tiziano Renzi.

Laura Bovoli detta “Lalla”

Dalle indagini compiute dalla guardia di Finanza e dalle verifiche effettuate dal curatore fallimentare, scrive il giudice, “risulta che la maggior parte dei debiti della cooperativa hanno ad oggetto retribuzioni dovute a dipendenti“, oltre a debiti erariali e previdenziali. Tra i dipendenti ascoltati dalla Finanza ce ne sono molti che ricordano come proprio la signora Lalla fosse la persona a cui fare riferimento.

Un passaggio raccontato in un mail che Laura “Lalla” Bovoli invia proprio al marito Tiziano Renzi in data 7 maggio 2010. È preoccupata per i “quintali di consegne Vino Giordano” e scrive: “I pochi furgoni di Delivery saranno sulle strade e i tanti dipendenti Delivery saranno anche su furgoni di altri. L’unica cosa che salvaguarda Ia cooperativa è andare subito a dare gli stipendi e a far firmare contemporaneamente le dimissioni a tutti. Poi la nuova Cooperativa, sommersa dalle consegne sia dei vini che dei volantini, sarà costretta a riassumerli subito. Non esistono alternative”.

Contemporaneamente creiamo una nuova cooperativa e la mettiamo pronta – scrive Tiziano Renzi in un’altra mail del 18 novembre 2015 – quando abbiamo preso in mano i lavoratori ed abbiamo capito facciamo il blitz, cambiamo il presidente e chiudiamo Marmodiv per mancanza di lavoro che nel frattempo dall’oggi al domani dirottiamo alla nuova“.

Dalla Arturo srl e la storia di Omoigui del 2007 fino alla Marmodiv, passando per Direct Service ed Europe Service: una storia di società “abbandonate al fallimento“, come ha scritto appunto il giudice nell’ordinanza. Con tutto ciò che ne consegue per i lavoratori.

Il 31 maggio scorso davanti ai pm che gli contestavano delle fatture, l’imprenditore Paolo Mogherini vuotava il sacco sui suoi rapporti con la coop Marmodiv e tra le altre cose diceva: “Questi soldi credo servissero poi a pagare al nero altri dipendenti”.

Non c’è che dire, una bella associazione a delinquere quella dei coniugi Renzi.

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