A giudizio per truffa e fatture false: Il provvedimento disposto dal giudice Silvia Romeo

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Tiziano Renzi e Laura Bovoli, genitori di Matteo Renzi, sono stati rinviati a giudizio per fatture false. A processo insieme ai Renzi l’imprenditore Luigi Dagostino a cui viene contestato anche il reato di truffa. Il provvedimento è stato disposto dalla giudice Silvia Romeo che ha accolto le richieste della pm Christine von Borries. Il processo comincerà il 4 marzo 2019 davanti alla giudice Lisa Gatto.

Nell’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Luca Turco e dalla pm Christine von Borries, la Guardia di finanza ha individuato alcune fatture che non sembrano corrispondere a effettive prestazioni o comunque appaiono gonfiate rispetto alle prestazioni effettivamente svolte.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti una fattura aveva ad oggetto uno studio di fattibilità di una struttura ricettiva food con i relativi incoming asiatici e la logistica da e per i vari trasporti pubblici (Ferrovie-Aereoporti-ecc)”. Studio “che non era mai stato realizzato”. In un’altro caso risulta essere stata emessa dalla Party srl, società fondata da Tiziano Renzi (con il 40% della quote) e dalla Nikila Invest, srl amministrata dalla compagna di Dagostino Ilaria Niccolai ( 60%).

Lo scorso 22 marzo Tiziano Renzi aveva sbottato rifutandosi di farsi inetrrogare dai giudici e dichiarando: ” d’ora in poi mi avvalgo della facoltà di non rispondere..”.

Ma i guai per Tiziano Renzi sembrano tutt’altro che terminati, infatti è notizia di questi giorni che un’altra tegola bella grossa sta per abbattersi sul padre dell’ex. premier. Questa volta si tratta di una serie di intercettazioni telefoniche nelle quali una dipendente di una società riconducibile alla famiglia Renzi , vuota il sacco e accusa Tiziano Renzi di aver nasconsto altre fatture per un valore di 400 mila euro. Non solo, ma secondo quanto raccontato dalla dipendente, la famiglia Renzi avrebbe depositato un tesoretto in due filiali della MPS per un valore di circa un milione di euro, danaro – sempere secondo quanto affermato nelle intercettazioni – sottratto al fisco e nascosto ad una recente perquisizione eseguita dalla GDF all’interno degli uffici della società.

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