Tiziano Renzi il lavoro in nero e l’abusivismo edilizio

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Per scoperchiare i segreti inconfessabili di Tiziano Renzi, l’inviato delle Iene, Filippo Roma, si fa aiutare dal giornalista di Panorama Antonio Rossitto, il quale dichiara che le società del babbo di Matteo negli anni hanno “subito una serie di condanne” dal Tribunale del Lavoro per non aver pagato contributi, lavoro irregolare e differenze dal punto di vista retributivo. La prima sentenza mostrata durante il servizio risale all’anno 2000, quando l’Inps commina due multe (da 1 milione di lire e da 35 milioni di lire), perché la società Arturo srl di Renzi senior, che si occupava di “strillonaggio” a Firenze, avrebbe assoldato irregolarmente dei ragazzi per distribuire il quotidiano locale La Nazione.

Nel 2009 la Arturo viene condannata a risarcire con 90mila euro un lavoratore nigeriano, tale Omogui, che aveva fatto causa per licenziamento illegittimo.

Intervistato da Roma, Omogui conferma che il Tribunale gli ha dato ragione, ma lancia un appello ai Renzi perché, di quei 90mila euro, una fortuna per lui, non ne ha visto nemmeno uno finora. Un altro nigeriano, invece, Alari Monday, conferma di aver anche lui vinto la causa e di assere creditore di Tiziano Renzi di altri 15mila euro, ma anche di essere sempre stato impiegato senza alcun contratto, quindi in nero, perché irregolare. Ma anche un altro ex lavoratore, stavolta italiano, Andrea Santoni, conferma che lo scambio di soldi e giornali con entrambi i Renzi avveniva sempre cash.

Dai verbali del febbraio 2002, due vigili urbani del Comune di Rignano, dove risiedono i Renzi, recatisi nella sede della società Cir, riscontrarono la presenza di ben 6 strutture ritenute abusive: due tensostrutture, due tettoie in lamiera, un capannone con struttura in ferro, un piccolo locale in cemento armato.

Strutture abusive che, come dimostrano le immagini dall’alto, in alcuni casi risultavano ancora presenti fino a quando Le Iene non hanno scoperto tutto. Ogni illecito contestato a Tiziano Renzi è corredato da sentenze di Tribunale e fotografie inequivocabili.

E adesso attenti a paragonare Tiziano Renzi al padre Di Maio!

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