Non cedere di un millimetro. Adesso serve mostrare le palle.

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Che la bocciatura della manovra economica italiana da parte della commissine europea sia di natura politica è evidente, adesso serve solo tirare fuori gli attributi e convincere i mercati che l’Italia ha ancora il coraggio di scegliersi il futuro.

Il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis e il commissario agli Affari economici Pierre Moscovici sottolineano: “un non rispetto particolarmente serio con gli obblighi del Patto” e chiede al governo di dare una risposta ai rilievi entro lunedì 22 ottobre “al fine di consentire di tenerne conto prima di emettere il parere formale”.

Insomma l’Italia torna a scuola e si fa correggere i compiti dalle maestrine europee che nelle rispettive patrie sono finiti, sono politicamente morti. Il colpo di coda è l’unica cosa che gli rimane per arginare i governi cosiddetti populisti.

Ci auguriamo che il Governo tiri dritto, senza modificare di una virgola il progetto economico presentato alla commissione, sarebbe un errore catastrofico farsi dettare la via da ectoplasmi con il destino segnato. Le prossime votazioni europee segneranno un cambiamento epocale negli equilibri europei con un significativo rimpasto di poltrone nel parlamento europeo, la cosa migliore da fare è tenere duro fino alla svolta che avverrà tra pochi mesi. Moscovici, Juncker, la Merkel, Macron e soprattutto la sinistra europea saranno allora un lontano, ridicolo e brutto ricordo.

 

 

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