Il maresciallo Roberto Mandolini di professione sempre estraneo

Mandolini, che si professa integerrimo e cristallino, sostiene di aver chiesto “mille volte ” ai suoi uomini, dal 2009 in poi, cosa fosse accaduto quella notte e che la risposta era sempre stata la stessa: “nulla” .

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Il maresciallo Roberto Mandolini
Il maresciallo Roberto Mandolini comandante pro tempore della Stazione Appia dove Stefano Cucchi fu massacrato di botte

SI DICE ALL’OSCURO di tutto il maresciallo capo Roberto Mandolini, all’epoca dei fatti comandante pro tempore della Stazione Appia da cui dipendevano i carabinieri Tedesco, D’Alessandro e Di Bernardo. A quanto risulta, questa è la sua versione fornita in queste ore a chi gli chiede conto delle nuove rivelazioni del collegaTedesco: “Io non sapevo nulla di quanto ha dichiarato Tedesco né tanto meno della nota di servizio che lui dice di avere consegnato al comandante della Stazione dell’epoca” Mandolini poi aggiunge alcune precisazioni sul suo ruolo: “il comandante della stazione quando la nota fu fatta non ero più io e comunque della nota oggi non c’è traccia”.

Mandolini sostiene che, all’epoca dell’annotazione, lui era già stato trasferito, per sua stessa richiesta, a Castel Gandolfo ed era rientrato al suo posto il comandante Buccieri . Agli atti d’indagine risulta che l’annotazione di Tedesco venne redatta il 22 ottobre 2009. Però il comandante Buccieri, nel suo verbale dichiara di essere rientrato in servizio soltanto il 6 novembre. In tutti questi anni Mandolini – anche tramite esternazioni pubbliche su Facebook – si è sempre detto a posto con la coscienza. Risulta che avrebbe ribadito che anche nella riunione fatta con i vertici dell’Arma, qualche giorno dopo la morte di Cucchi “non uscì nulla, nessuno disse nulla”. Mandolini, che si professa integerrimo e cristallino, sostiene di aver chiesto “mille volte ” ai suoi uomini, dal 2009 in poi, cosa fosse accaduto quella notte e che la risposta era sempre stata la stessa: “nulla” .

Il maresciallo Roberto Mandolini
Il maresciallo Roberto Mandolini – foto twitter –

Il carabiniere Francesco Tedesco che da imputato ha deciso di vestire i panni del testimone d’accusa aggiunge che lo stesso comandante Mandolini lo accompagnò dal magistrato della prima inchiesta, quando fu chiamato a deporre: «Non mi minacciò esplicitamente, ma aveva un modo di fare che non mi faceva stare sereno. Io avevo capito che non potevo dire la verità e gli chiesi cosa avrei dovuto dire al pm, e lui rispose: “Tu gli devi dire che stava bene (Cucchi, ndr), gli devi dire quello che è successo, che stava bene e che non è successo niente… capisci a me, poi ci penso io, non ti preoccupare”». Il maresciallo maggiore Emilio Bucceri, comandante della Stazione Appia,ha testimoniato che a novembre 2009 fu convocato insieme a tutti i responsabili di stazione e compagnia dall’allora comandante provinciale dell’Arma Tomasone, «che ci sensibilizzò sulla gestione del personale perché in quel periodo vi era stata non solo la vicenda Cucchi, ma anche quella relativa a Marrazzo nella quale erano stati arrestati alcuni carabinieri». Nel frattempo, mattone dopo mattone, qualcuno aveva già cominciato a erigere il muro di protezione che ha resistito nove anni.

Stefano Cucchi all’obitorio dopo il pestaggio avvenuto nella caserma dei Carabinieri dove Roberto Mandolini era Comandante.

Credits: Il Fatto Quotidiano del 12 Ottobre 2018

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