Il record di “fake news” appartiene a Repubblica, ecco la lista

Dopo le polemiche tra il gruppo Espresso e il vice premier Luigi Di Maio, che ieri aveva attribuito la perdita di lettori alle fake news, pubblichiamo la lista di alcune bufale apparse su Repubblica ai danni del Movimento mai smentite dal giornale

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Ancora polemiche tra il gruppo Espresso e il vice premier Luigi Di Maio che ieri aveva attribuito il piano di esuberi di Repubblica ed Espresso alla perdita di lettori causata dalla “alterazione della realtà”. A riprova che stare dietro ad un giornale fabbricatore di notizie false come Repubblica sia davvero un lavoro impegnativo, vi riportiamo qui sotto l’ultima bufala fresca fresca:

Di seguito la lista di alcune bufale apparse su Repubblica ai danni del Movimento 5 Stelle mai smentite dal giornale:

  1. Fake news di Repubblica: Il 18 agosto La Repubblica pubblica su Youtube i video degli arrivi delle cariche politiche ai funerali di Stato per le vittime del crollo del Ponte Morandi a Genova.Il cacciatore di bufale David Puente fa notare con più tweet a La Repubblica che gli applausi a Mattarella nel funerale delle vittime di Genova sono Fake, anzi, gli mostra chiaramente che la parte iniziale del video del Presidente della Repubblica riporta lo stesso audio degli applausi ricevuti da Salvini e Di Maio al loro arrivo.
  2. Fake news di Repubblica: di Giancarlo Cancelleri. Stamattina mi sono svegliato e la prima cosa che ho scoperto è che in qualche modo sono diventato uno di quelli che si affilia a qualche clan mafioso. Sono chiaramente tutte cazzate, e le smentiamo in maniera categorica subito. La mafia, come emerge da molte intercettazioni non sta con noi: ricordo quelle in cui si parla di Bagheria, e dicono che non «ci sono più occhi per piangere con Patrizio Cinque», oppure quando si parla di altri sindaci del Movimento 5 Stelle, che sono ritenuti «inavvicinabili» come il vicesindaco di Civitavecchia o il Sindaco di Pomezia. Ma anche quando le persone dei clan parlano delle Regionali in Sicilia, e dicono che dare il voto a Cancelleri ed al Movimento 5 Stelle sarebbe un voto perso perché noi con la mafia non faremo mai affari. Questa è la verità delle cose e lo dicono direttamente i mafiosi, non lo diciamo noi.


    Allora quando su Repubblica viene scritto che hanno arrestato Corona, il tesoriere della mafia, e su Facebook viene pubblicata una foto, si dovrebbe anche dire che nessuna delle persone ritratte è Corona l’arrestato per mafia, solo che non lo dicono. Vi querelo e vi porto in tribunale, e non lo so come andrà a finire. Io difendo il mio onore, difendo il mio volto, la mia storia e quella del Movimento che è un Movimento di legalità ed è un Movimento che combatte la mafia. E ai boss mando a dire che è inutile avvicinarsi perché come a Bagheria non restano loro neanche gli occhi per piangere, non avranno occhi per piangere in nessuna parte d’Italia. Perché non faremo mai affari con loro e li combatteremo finché non li avremo debellati. La mafia è una montagna di merda ed è arrivato il momento storico di buttarla via e cancellarla definitivamente. Vi voglio bene e non credete MAI a Repubblica.

  3. Fake news di Repubblica: Da alcuni giorni Repubblica ha fatto partire una vera e propria campagna a pagamento contro il MoVimento 5 Stelle. Sì, avete letto bene: a pagamento. Dall’account Facebook del quotidiano il cui condirettore è stato eletto in Parlamento con il Pd, vengono pubblicate inserzioni a pagamento che riportano ad articoli scritti ad arte contro il MoVimento. Roba che neanche un partito avversario!Una dimostrazione lampante di come, in certe redazioni, il giornalismo sia sfociato da tempo nel territorio della più becera propaganda politica. Una prova palese di come, sempre più spesso, dietro al diritto di cronaca si nascondano interessi che nulla hanno a che fare con i lettori e con l’informazione. Lo capiamo benissimo: a Repubblica il governo del Cambiamento fa paura. Ma ogni loro attacco è uno stimolo. Ora la domanda da farsi è una soltanto: ma Repubblica è un giornale o un organo di partito? La risposta la sapete già.4. Fake news di Repubblica: Repubblica dimostra ancora una volta la scorrettezza con cui opera. Le mail pubblicate dal giornale del Pd dimostrano quanto affermato stamattina. L’elenco delle altre missioni pubblicate nel nuovo articolo sono state sottoposte a normale verifica interna e giudicate conformi, tant’è che per nessuna di quelle è stato chiesto il rimborso. A tutti i funzionari, anche ai colleghi di Cristina Belotti viene normalmente chiesta verifica delle missioni. Non è il primo caso in cui l’amministrazione di un gruppo verifica le attività dei funzionari. Consigliamo a Repubblica di cambiare fonti, onde evitare altre polpette avvelenate. Di seguito rispondiamo punto per punto alle illazioni del giornale del PD.1. A Cristina Belotti non sono mai state richieste le dimissioni né dalla delegazione né dal gruppo Efdd. Si è ragionato sul come procedere con la richiesta da parte di Belotti per l’aspettativa non retribuita, correttamente gestita dall’amministrazione del Parlamento europeo (nel rispetto delle regole e con l’opportuna documentazione. Esiste la documentazione ufficiale del Parlamento europeo con sede in Lussemburgo).
    2. Il giornale del pd Repubblica pubblica un elenco di missioni che rappresentano tutte le missioni svolte nell’attività di Belotti, in qualità di funzionario. Non sono missioni contestate. Se così fosse, chiediamo a Repubblica di pubblicare il risarcimento economico richiesto a Belotti.5. Fake news di Repubblica: Questa volta Repubblica l’ha sparata talmente grossa da farsi male da sola. Carlo Bonini, con le sue accuse platealmente false su Luigi Di Maio, è riuscito a far indignare migliaia di lettori e a scatenare una pioggia di critiche e commenti di fuoco al suo articolo. Non bisogna essere iscritti all’Ordine dei giornalisti per sapere che le notizie vanno verificate e che prima di accusare una persona di aver mentito – come ha fatto oggi Repubblica con Di Maio -, questa persona deve essere ascoltata per riportare anche la sua versione. Il giornale di Carlo De Benedetti non lo ha fatto e sbugiardato dal Blog, invece di chiedere scusa a Luigi Di Maio, ha ribadito le sue balle, dimostrando che delle regole deontologiche se ne infischia. Se ne infischieranno anche domani quando i lettori, stanchi di essere presi in giro, smetteranno di comprare Repubblica?Una breve selezione dei commenti dei lettori contro l’informazione di Repubblica:“No stavolta non siete molto convincenti nella vostra difesa. Carlo Bonini consapevolmente o meno, non ha citato la prima parte della risposta di Di Maio a Raggi, quella in cui diceva che secondo lui Marra non doveva ricoprire quella carica”.

    “Siete senza vergogna, pensate veramente che i lettori siano stupidi? Chi fomenta insofferenza e odio siete Voi, assumetevene la responsabilità’. Il Karma non e’ acqua”.

    “Un quotidiano “serio ed indipendente” dovrebbe verificare una notizia prima di pubblicarla in prima pagina. Repubblica si è stranamente dimenticata di verificarla. Serio ed indipendente… appunto”. “Vergognatevi, vi hanno preso con le mani nella marmellata e adesso vi arrampicate sugli specchi. State rovinando la reputazione di tutti i giornalisti onesti che ci sono ancora in giro” “Cara Repubblica, invece di fare l’indignata perchè non ti vai a rileggere quello che ha scritto Bonini stamani? Non era un articolo di un giornalista ma un invettiva contro un politico, basata su notizie incomplete, sfottendo e dando del bugiardo a Di Maio. Se questo è giornalismo, io sono Bill Gates”. “Alla campagna d’odio contribuite anche voi con continui attacchi in un’unica direzione. Il giornalismo non dovrebbe essere questo. Cominciate voi per primi a fare informazione in maniera corretta, senza guardare in faccia a partiti e padroni”. “Ormai la frittata è fatta, più la girate e più vi si rivolta contro. Pessima figura, scopiazzate gli articoli l’un l’altro senza preoccuparvi se veritieri. Grande delusione del direttore Calabresi, ora si capisce perchè Ezio Mauro è stato cacciato. Ecco perchè il movimento cresce, la gente non faziosa non è stupida e le cose le capisce. Forse avete paura che vi saranno tolti i finanziamenti pubblici. Ebbene abbiate non paura ma terrore”. “Avete fatto una figuraccia. Ammettetelo e basta!” “Trovatevi un lavoro , invece di vivere di agevolazioni statali”. “La vostra difesa è peggio dell’attacco, ogni tanto un po di vergogna non guasterebbe, chiedere scusa è un atto di nobiltà…..” “Patetici, se non si vuole ammettere di aver preso una topica colossale, almeno glissare come con la sparizione dell’articolo…oramai si sta arrivando ai livelli dell’unita’e libero”

    6. Fake news di Repubblica: Pubblichiamo la mail del segretario generale del gruppo EFDD del Parlamento Europeo Aurelie Laloux, inviata agli europarlamentari Ignazio Corrao e Laura Agea, che conferma completamente quanto affermato stamattina e questo pomeriggio dal nostro gruppo per smentire la bufala de La Repubblica. Quindi il presunto scoop de La Repubblica è il nulla cosmico, infatti le mail utilizzate dalla Repubblica per le sue fake news erano della stessa Aurelie Laloux, solo che sono state completamente decontestualizzate e stravolte nel significato come spiegato nel post di questo pomeriggio. Il segretario generale del gruppo inoltre ha richiesto ufficialmente ai servizi di sicurezza del parlamento europeo, l’apertura di una indagine per la violazione del segreto delle comunicazioni interne e per la pubblicazione di dati personali senza il consenso degli interessati. Ad ogni modo il materiale divulgato da Repubblica non fa altro che confermare la nostra tesi. Non vi è stata alcuna irregolarità e risponderanno delle false informazioni diffuse direttamente in tribunaleDi seguito il testo della mail e qui il documento originale

    7.Fake news di Repubblica: C’è una stanza della Repubblica in cui si lavora da tempo a un obbiettivo preciso: la diffamazione del MoVimento 5 Stelle. “Oggi cosa mi invento? – è il ragionamento di Tommaso Ciriaco, articolista del giornale – Potrei inventarmi di sana pianta un qualche virgolettato inesistente su delle assurde ipotesi alleanze di governo.” Il “giornalista” pensa proprio alla destra di Salvini e Meloni, che tanto ci cascheranno come delle pere e gli permetteranno di scrivere un altro articolo, e se ne frega se il MoVimento ha sempre detto e dimostrato che non fa alleanze con nessuno. “Ma sì: Ciriaco può pure scrivere tutte le balle che vuole sui 5 Stelle – è l’analisi che il direttore Calabresi ripete in privato – Una bufala più è grossa meglio è, ormai ne pubblichiamo una al giorno.”Ogni articolo dei giornalisti di Repubblica parte da una premessa: se diciamo la verità sul MoVimento 5 Stelle prenderanno ancora più voti di quelli che prendono nonostante le nostre bugie. Meglio allora continuare a sparare balle tutti i giorni, “pubblicate” con soddisfazione negli ultimi mesi dal giornale di De Benedetti. Come quella di ripetere che la Casaleggio Associati fa contratti con gli eletti del MoVimento 5 Stelle, un’invenzione diffamatoria che solo giornalisti “a la Ciriaco” potevano creare. Nulla è lasciato al caso, in questa fase. Ogni cosa che dice Beppe Grillo – come l’ultima intervista al giornale francese – viene completamente stravolta nel senso e nel significato. E’ un lavoro di fino, forse pagato troppo poco. A Ciriaco va bene così. Da pragmatico, il giornalista si dedica alla rincorsa di un posto migliore nella redazione: “E’ meglio continuare a dire balle e mantenere il posto e magari far carriera – è la sua linea – piuttosto che iniziare a dire la verità e dovermi cercare un nuovo lavoro.” Tra i giornalisti di Repubblica, nessuno la pensa diversamente: “Siamo un giornale che non dice la verità“.

    8. Fake news di Repubblica: Il 2 novembre 2016, Repubblica Palermo titola così: “‘Le mie arancine non pagate’. Lo chef del raduno di Palermo fa causa ai 5 stelle“. Firma del giornalista? Non pervenuta. In sostanza, nell’articolo si insinua che il MoVimento 5 Stelle non ha tenuto un comportamento corretto nei confronti di un fornitore di arancine ingaggiato per l’evento di Palermo. L’articolo riporta ampi virgolettati di questo signore che addirittura annuncerebbe una causa nei nostri confronti per la restituzione del presunto maltolto. Tanto che Repubblica Palermo si lancia in una previsione delle sue: “Quelle quattromila arancine vendute agli attivisti nei giorni di Italia “5 stelle” – scrive – rischiano di costare più care del previsto all’organizzazione grillina“. Una previsione alla Fassino, verrebbe da dire, visto che questa storia delle arancine più che costare cara al M5S, rischia di costare cara proprio a Repubblica Palermo, che ha raccolto una voce senza effettuare la benché minima verifica. Il comitato organizzatore che presiedo ha infatti sottoscritto un contratto con un Consorzio di produttori locali che a sua volta ha provveduto ad assegnare gli spazi presenti all’interno dell’area ristoro in base alle singole specificità alimentari. Il Consorzio è stato pagato immediatamente dopo la conclusione dell’evento, come è nostra abitudine. Il Consorzio, quindi, ha stipulato autonomo (ripetiamo: autonomo) contratto con il Sig. Giuseppe Roberto Lombardo, produttore delle arancine.
    Ma tant’è, per Repubblica Palermo evidentemente bastava che qualcuno infangasse il 5 Stelle, bastava trovare una persona qualsiasi pronta a gettare discredito nei nostri riguardi e della manifestazione. Questo è il modo di lavorare di alcuni giornalisti. Ma non di tutti, sia chiaro. Perché, ad esempio, in questo caso sappiamo che lo stesso commerciante aveva provato a chiamare anche Striscia la Notizia, che invece a differenza di Repubblica ha verificato le accuse, compreso che tra noi e l’arancinaro non c’era alcun rapporto e che quindi le sue eventuali pretese economiche dovevano essere indirizzate verso il soggetto con cui noi avevamo il contratto di fornitura servizi, suo appaltatore.
    Ora, sempre a Repubblica Palermo che nel suo pezzo sottolinea come il caso rischia di “causare un nuovo danno d’immagine al M5S“, suggeriamo accortezza e professionalità. Non fatevi prendere dalla frenesia del falso scoop. Abbiate rispetto del vostro mestiere, ma soprattutto abbiate rispetto dei vostri lettori. Qui l’unico danno d’immagine lo ha ricevuto il vostro giornale, dimostrando scarsa credibilità.

9. Fake news di Repubblica: Verificare le fonti: è una delle regole basilari del buon giornalismo. Un’altra regola invita a non schierarsi politicamente. Questo ci saremmo aspettati da Repubblica che ha fabbricato una vera e propria fake news: secondo il quotidiano romano il M5S e l’amministrazione di Roma starebbero varando un regolamento per censurare i giornalisti. Ovviamente, nulla di più falso. Anzi, la Giunta Raggi sta facendo proprio il contrario, introducendo maggiore trasparenza e accesso semplificato per cittadini e giornalisti agli atti amminisrtativi. Ci troviamo, quindi, davanti all’ennesima bufala creata ad arte per attaccare il MoVimento 5 Stelle e l’amministrazione di Roma. Una fake news creata da chi immagina di introdurre norme per controllare – e censurare – il web, ormai una delle poche fonti libere di informazione per milioni di cittadini. In una nota l’assessora a Roma Semplice, Flavia Marzano, ha spiegato che “l’articolo apparso su Repubblica capovolge la realtà dei fatti”. A Roma accade proprio il contrario di quanto afferma l’articolo di Repubblica perchè, in realtà, “finalmente si responsabilizza il personale capitolino rispetto alle richieste di accesso che provengono da organi di stampa”. Con il nuovo regolamento, infatti, l’Amministrazione dovrà “tenere conto della particolare rilevanza delle istanze provenienti da organi di stampa o da organizzazioni non governative, verificando con la massima cura la veridicità e l’attualità dei dati e dei documenti rilasciati, onde evitare che il dibattito pubblico si fondi su informazioni non affidabili o non aggiornate”. E’ preoccupante – ma non sorprendente – che Repubblica ometta proprio la parte più significativa della bozza di regolamento, quella appena citata, per creare una polemica infondata. Fa sorridere, inoltre, l’attacco del ministro per la Funzione Pubblica, Marianna Madia, che rilancia sui social media l’articolo, magari senza averlo neanche letto. La proposta del nuovo regolamento, infatti, “rappresenta la trasposizione pressoché integrale di quanto riportato nella recente circolare della Funzione Pubblica a firma della ministra Madia”. Insomma, la Madia critica la Madia.

10. Fake news di Repubblica: Repubblica.it ci regala la fake news quotidiana. Usano la foto della Million Man March del 1995 e la spacciano per milioni in marcia contro Trump, per ricordargli che “l’America non sei tu!”. Ma non era tutta colpa del web? Sarà che le loro bufale sono a fin di bene… Semplicemente ridicoli!

 

 

 

 

 

11. Fake news di Repubblica: “In queste settimane i media non sanno più cosa inventare pur di attaccare me e la mia società. Gli avvocati non riescono a tenere il passo delle querele tutte volte a dimostrare la falsità delle illazioni e la disinformazione dei soliti giornalisti.
Ma il colmo (o il fondo) son sempre i soliti a toccarlo. Repubblica ha inventato che io sia volato a Napoli nel fine settimana per incontrare uno dei candidati alla carica di sindaco, Menna, per non si capisce quali oscure ragioni. Anche in questo caso la mancata rimozione dell’articolo con le dovute scuse comporteranno una valutazione legale delle dichiarazioni mendaci riportate.” Gianroberto Casaleggio”.

12. Fake news di Repubblica: Siamo alla seconda puntata de #LaBallaDelGiorno. La prima aveva riguardato un video montato ad arte dal Corsera contro il nostro candidato premier Luigi Di Maio, ma questa seconda balla è ancora più pesante e vogliamo raccontarvela. Il quotidiano La Repubblica in un articolo senza firma attribuisce un’altra gaffe a Luigi Di Maio, su una nota che il vicepresidente ha diffuso ieri per chiedere che il governo si adoperi affinché Cesare Battisti – tutt’ora latitante – sconti la sua pena in Italia e non in Brasile. Nella nota si precisa che Battisti è stato “condannato in contumacia all’ergastolo in Italia per quattro omicidi” e si chiede, a nome di tutto il MoVimento 5 Stelle, giustizia per le famiglie delle vittime e per il Paese, già “profondamente ferito dagli anni dello stragismo”. Gli anni dello stragismo, o anni di Piombo sono evidentemente un periodo storico, che va tra la fine degli anni Sessanta e gli inizi degli anni Ottanta. Ora, seguendo il filone di Repubblica però gli anni di Piombo non sarebbero quelli dello stragismo. O, forse, il quotidiano ha particolarmente a cuore il caso di Cesare Battisti tanto da sottolineare che non c’entrasse nulla con le singole stragi. Una puntualizzazione di cui non avevamo certo bisogno, se non per rivangare la vecchia diatriba politica secondo cui il terrorismo nero tentava di destabilizzare il sistema gettando bombe nel mucchio, mentre quello rosso invece era più accorto ed aveva obiettivi più mirati. Era questo che voleva sottolineare La Repubblica? Eppure quando Battisti viene arrestato con i suoi complici a Milano, nel giugno 1979, gli trovano addosso un arsenale: mitra, pistole, fucili. La condanna è per quattro omicidi: per aver ammazzato il 6 giugno 1978 un maresciallo di Udine, Antonio Santoro; per aver organizzato il 16 febbraio 1979 l’assassinio del gioielliere Pierluigi Torregiani, episodio in cui il figlio Alberto resta paralizzato; per aver fatto fuori un commerciante di Mestre e subito dopo per aver ucciso di persona il poliziotto della Digos Andrea Campagna. Di errori ne avremo pure fatti in passato, in fondo sbagliare è umano, ma dire che Repubblica questa volta si sia lanciata in una strumentalizzazione vergognosa del nostro comunicato è davvero poco. Passiamo la mano, sia chiaro, perché se l’obiettivo è colpire Luigi Di Maio e il MoVimento 5 Stelle con ogni mezzo non staremo qui a difenderci da una gaffe che non esiste. Ma mi raccomando: d’ora in avanti nessuno parli più di “anni dello stragismo” in riferimento agli anni di Piombo e alla strategia della tensione, altrimenti i professorini falce e cashmere di Repubblica se ne risentiranno.

13. Fake news di Repubblica: “Grillo-shock sui migranti. “Portano la tubercolosi“. Il Viminale lo smentisce. Il comico: 40 agenti malati. La Polizia: è falso. Pd e Sel: sei un razzista. Un allarme anti-immigrati lanciato sul blog. […] In realtà, le cose non sono proprio così. All’allarme lanciato da uno dei suoi sindacati la polizia di Stato aveva già replicato con un’intervista in cui il direttore centrale di Sanità, Roberto Santarosa, precisava che nessun agente si è ammalato di tubercolosi, ma che alcuni sono semplicemente risultati positivi al test che prova l’esposizione al batterio. (che è esattamente quanto affermato dal blog che ha riportato e sottolineato la denuncia di Consap che i giornalisti di Repubblica non si sono neppure curati di riportare nonostante sia stata lanciata a giugno, ndr). Nega anche, il Viminale, che la polizia non prenda le precauzioni del caso (il viminale, anziché a quelle della Cuzzocrea, dovrebbe rispondere alle domande dei poliziotti, quanto meno ascoltarli, e preoccuparsi della class action lanciata dal sindacato contro il ministero dell’interno colpevole di aver mandato le forze dell’ordine allo sbaraglio e senza protezioni ad accogliere i migranti, ndr)” Annalisa Cuzzocrea su la Repubblica di oggi, pag. 20

14. Fake news di Repubblica: di Fabio Fucci, sindaco M5S di Pomezia

E’ falso quello che scrive Repubblica. Falso che a Pomezia avremmo sanato abusi edilizi.
Tutt’altro. Abbiamo sistemato i danni lasciati dal Partito Democratico che dieci anni fa ha consentito la costruzione di uno stabile con due piani in più del previsto. Che avremmo dovuto fare, segare due piani di un palazzo completamente costruito ed abitato?
A dimostrare che abbiamo agito correttamente ci sono sia una sentenza del TAR del Lazio che le relazioni dei tecnici della Regione Lazio. Ecco cosa dico a Repubblica: noi i due piani in più non li abbiamo potuti segare ma ci sarebbe un gran bisogno di tagliare, anzi eliminare, i soldi dei cittadini che prendete per scrivere falsità. Ecco come sono andate le cose.

15. Fake news di Repubblica: “In un articolo firmato da Tommaso Ciriaco di Repubblica si ipotizza un M5S “senza bussola e nel caos” (sperate, sperate, …), debbo puntualizzare che non c’è “nessun gruppo dei fedelissimi della Casaleggio Associati (CA) che ha preso in mano timone del grillismo“. Non c’è nessun “inner circle” di cui faccia parte mio figlio Davide ripreso con tanto di foto con il commento “Figlio del fondatore. Davide Casaleggio affianca il padre nella guida del M5S“. Falso, Davide non mi affianca in nessuna guida. Capisco gli intenti per dividere e denigrare. Non mi sorprende che vengano dalla Repubblica, campionessa di giornalismo all’italiana” Gianroberto Casaleggio

16. Fake news di Repubblica: In una rubrica video di Repubblica, dal titolo Checkpoint, si tenta di fare un fact-checking sui successi di Virginia Raggi. Peccato che questa verifica sia piena di bufale. Ecco il nostro Fakepoint, il primo di una lunga serie. Diffondete questo post: aiutateci a ristabilire la verità!

1) “La diminuzione della Tari era già prevista a partire dal 2015”: MEZZA BUFALA
Esisteva l’impegno di procedere a una progressiva riduzione della Tariffa sui rifiuti (Ta.Ri.), nella misura dell’1,5% l’anno, ma la conferma di tale impegno non era affatto scontata vista la situazione disastrosa in cui le precedenti amministrazioni hanno lasciato l’azienda. E va sottolineato che l’amministrazione Raggi ha innalzato il risparmio previsto in bolletta all’1,6%.

2) “I progetti finanziati con 18 mln del Bando Periferie sono ripresi dalle precedenti amministrazioni”: BUFALA
Considerando che sono stati presentati a fine agosto, a poco più di un mese dall’insediamento della nuova giunta, è chiaro che si è lavorato sui progetti con il più alto grado di avanzamento. Si tratta comunque di opere utili per la città e l’importante è saperle portare avanti: se così non fosse, andrebbero tralasciati anche altri interventi già avviati in passato come la Metro C o lo stadio della Roma. Portando alle estreme conseguenze questa bizzarra teoria, non dovremmo gioire neppure per l’aumento di visitatori del Colosseo, perché inaugurato dall’imperatore Tito! Inoltre, il Campidoglio viene accusato di non aver già avviato la riqualificazione delle periferie con quelle risorse, ma si tralascia di spiegare che l’esito del bando è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale solo a inizio anno e che quei fondi non sono stati ancora erogati dal Governo.

3) “430 MLN PER il Tpl sono il corrispettivo del contratto di servizio Atac”: BUFALA
Sono i fondi previsti nel piano triennale degli investimenti 2017-2019, incluso nel Bilancio di previsione appena approvato. Il costo del contratto di servizio Atac, che non c’entra nulla, è invece inserito tra le spese correnti, come dovrebbero sapere gli esperti di bilancio e di fact-checking.

4) “I 10 mln ai Municipi per la manutenzione stradale sono pochi e diminuiscono rispetto al passato”: BUFALA
Si fa grande confusione: 10 milioni è la cifra stanziata tra gli investimenti previsti dal bilancio di previsione 2017-2019 e destinata ai Municipi per la manutenzione della viabilità di loro competenza. Queste risorse si vanno ad aggiungere a tutte le altre già previste per la manutenzione della grande viabilità e di quella municipale, che fanno parte del “Piano buche” che verrà presentato a breve. Quindi non si spende di meno ma si investe di più rispetto al passato, con interventi strutturali e di qualità.

5) “La spesa per gli incarichi esterni assegnati dalla giunta Raggi si riferisce solo ai primi mesi di amministrazione e non tiene conto degli incarichi futuri”: BUFALA
Chi appare in video dovrebbe sapere che i contratti di collaborazione esterna prevedono un impegno di spesa per l’amministrazione che riguarda l’intero anno. Per essere ancora più precisi, l’amministrazione Raggi ha stipulato contratti per una spesa ANNUA pari a poco più di 3 milioni di euro. Molto meno rispetto a tutte le altre amministrazioni precedenti, che si voglia fare la media o meno: per esempio, Alemanno nel 2012 ha speso quasi 12 milioni di euro; Marino, nel 2014, ha speso 5 milioni e 600mila; e il commissario Tronca non è stato da meno con ben 5 milioni nel 2015. I collaboratori assunti dalla Giunta Raggi sono poco più di 40. Le Giunte Alemanno e Marino dal 2012 al 2015 hanno stipulato 311 contratti. Una cosa però è vera: nessuno può sapere quanti contratti verranno siglati nel corso del mandato, né chi vincerà lo scudetto o se finalmente a Pasquetta, quest’anno, ci sarà il sole.

6) “Il servizio di raccolta dei rifiuti ingombranti, elettrici ed elettronici già esisteva e la giunta Raggi aveva dimenticato di rinnovare il bando”: MEZZA BUFALA
Non è vero: la gara non si era conclusa per l’inidoneità della documentazione presentata dai concorrenti. L’attuale amministrazione ha avuto il merito di riattivare il servizio nel più breve tempo possibile.

7) “La lotta all’abusivismo è un’attività di ordinaria amministrazione”: BUFALA
È vero, ma ai controlli ordinari sono stati affiancati maggiori verifiche che hanno riguardato aree a vocazione turistica e commerciale. Quindi l’incremento degli interventi sul territorio non può che essere salutato come un successo per questa amministrazione, che ha predisposto le linee guida del nuovo ‘piano sicurezza’ della Capitale intensificando il contrasto ai fenomeni dei parcheggiatori abusivi, della sosta selvaggia, delle doppie file e dell’abusivismo commerciale. Ricordiamo, tra le altre cose, che l’utilizzo degli agenti in borghese per la lotta ai parcheggiatori abusivi è una novità assoluta. Inoltre, l’amministrazione capitolina non si è assolutamente dimenticata di rinnovare il bando per il servizio carro attrezzi, come si dice erroneamente: dal 2015, anno in cui è stata annullata la gara d’appalto, il servizio viene svolto avvalendosi dell’elenco di ditte della Prefettura. Il Campidoglio sta lavorando per inserirlo all’interno di Atac e si sono avviate tutte le procedure per realizzare questo iter.

8) “I fondi per le scuole sono dedicati dal Governo nell’ambito del piano di attuazione della Buona Scuola”: BUFALA
La giunta Raggi ha aperto una linea di finanziamento con Cassa Depositi e Prestiti di oltre 47 milioni di euro, per la messa in sicurezza e l’adeguamento alla normativa anti-incendio degli edifici scolastici. Questa operazione, quindi, non ha nulla a che vedere con i fondi stanziati dal Governo nell’ambito della sedicente “Buona Scuola” di Renzi.

9) “Anche i bilanci delle precedenti amministrazioni sono stati presentati nei termini di legge e quindi non c’è alcuna novità rispetto al recente passato o alla giunta Marino”: BUFALA
È scontato che il Bilancio di un qualsiasi Comune vada approvato entro i termini di legge, altrimenti quello stesso Comune verrebbe commissariato dal Prefetto (e neppure Alemanno, di cui si sottolineano i ritardi, arrivò a tanto). La giunta Raggi ha semplicemente e orgogliosamente rivendicato di aver approvato il bilancio preventivo 2017-2019 con due mesi di anticipo sulla scadenza fissata dal Governo e prima delle altre grandi città italiane. Confermiamo che per la prima volta, almeno negli ultimi dieci anni, il Comune di Roma da via libera al bilancio di previsione così presto rispetto ai termini di legge. Nel recente passato l’approvazione in Consiglio è avvenuta non prima della fine di marzo (Bilancio di previsione 2015 con Marino sindaco).

 

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